
In un preoccupante crescendo quotidiano continua la “battaglia referendaria” promossa da chi ha proposto di intitolare l’università di Bari ad Aldo Moro. Un altro tassello si aggiunge a questa tragicomica vicenda e proviene da Economia, facoltà che oggi più che mai, si erge a cartina di tornasole per misurare l’attuale stato morale dell’ateneo barese. La votazione di ieri, pasticciata e di dubbia validità, è stata emblematica perché non ha permesso al Consiglio di esprimersi sulla richiesta di anno sabbatico avanzata dal prof. De Feo, coinvolto nella vicenda “Esamopoli”.
E’ arrivata così la prova lampante che la vicenda, oltre ad aver lacerato l’istituzione universitaria, è servita unicamente a prestare il fianco agli “insabbiatori” di professione, categoria evidentemente insensibile ad affrontare i veri problemi dell’università.
Dopo il consiglio di economia come si può evitare di pensare al codice etico come un furbesco specchi per le allodole, concepito per nascondere la polvere del sistema universitario sotto il tappeto del sensazionalismo a buon mercato? Dove risiede l’etica quando ci si avvita per ore su un argomento inutile e tendente al ridicolo per nascondersi su “Esamopoli”?
E che dire della disinvoltura opportunistica di interpretare a proprio uso e costume la proposta decidendo pilatescamente di spacchettarla e procedere a votazione separata su “Levante” ed “Aldo Moro” con un menefreghismo istituzionale imbarazzante, reso ancora più grave dalla mancanza del numero legale?
Azione Universitaria resta contraria alla proposta nella sua interezza. Del resto la denominazione Levante significa poco. E’ effimera, scarsamente rappresentativa e tiepidamente suggestiva, oltre a mal delineare quell’orizzonte universale che un laboratorio culturale quale il nostro dovrebbe avere. Riteniamo, inoltre, che il nome di Aldo Moro sia stato speso a sproposito in una vicenda zeppa di forzature mastodontiche. Per noi l’Università è un’istituzione pubblica e laica e che, in quanto tale, merita di essere sottratta alla fastidiosa moda delle intitolazioni.
L’università deve restare libera e spersonalizzata da qualsiasi riferimento patronale.
Dopo il consiglio di facoltà di Economia siamo ancora più convinti della nostra posizione nella certezza che nessuna lezione di cultura istituzionale può esserci impartita da questi signori. E anzi, alla luce dell’ultimo contributo di folklore registratosi sulla vicenda, chi di dovere dovrebbe adottare l’unica decisione di buon senso auspicabile: scusarsi con tutti e ritirare la proposta di intitolare l’ateneo a Moro.
Smettere di infangare la sua memoria sarebbe il primo passo per riappropriarci, finalmente, del tempo necessario per discutere dei veri problemi che attanagliano la comunità studentesca barese.
Bari, lì 30 aprile 2008
(f.to) Gennaro ROSSI
Presidente provinciale Azione Universitaria Bari