Archivio per Aprile 2008

Azione Universitaria e la proposta d’intitolazione ad Aldo Moro

Aprile 22, 2008

Aprile 22, 2008

La disputa sull’intitolazione resta un affare autoreferenziale dei docenti e che non persuade la comunità studentesca, scarsamente interessata a dibattiti di lana caprina.

Nella polemica sull’intitolazione dell’Università ad Aldo Moro, Azione Universitaria si è ritrovata, con stile, a dire la propria su una vicenda noiosa e che ha innescato le strampalate dichiarazioni di alcuni parlamentari di zona dirette a equiparare sullo stesso piano le censure subite da Papa Ratzinger alla Sapienza con il dibattito libero e democratico che si sta coinvolgendo tutti i consigli di facoltà dell’Università di Bari. Il fastidioso schema secondo cui le posizioni debbono per forza essere condizionate da pregiudizi ideologici sono il vero motivo per cui l’università di Bari non deve essere intitolata a nessun politico contemporaneo

Azione Universitaria in tutte le sedi si è espressa contro la proposta del preside Triggiani e sposata dal rettore Petrocelli: in senato accademico e in consiglio di amministrazione non c’è stato nessun voto unanime grazie all’opposizione di Azione Universitaria che, successivamente, è stata fatta propria da alcuni componenti dei consigli di facoltà in modo trasversale.

L’attuale intitolazione del nostro ateneo porta il nome di colui che l’ha fondata – ed è una verità storica in suscettibile di smentita da parte di nessuna delibera degli organi di governo – e tuttavia,     la denominazione completa, è sconosciuta ai più perché opportunamente l’ateneo ha sempre rifiutato di legare i destini di un’istituzione sensibile, quale appunto l’università, a qualsiasi personalità di parte. Intitolare l’ateneo ad Aldo Moro resta, quindi, un procedimento ridicolo e forzoso che offende proprio la memoria del uomo e del politico. Le istituzioni, infatti, sono pubbliche per definizione e non c’è bisogno di ulteriori precisazioni terminologiche. Acclarato che nessun ateneo italiano è intitolato ad un politico, assecondare diktat dai toni unicamente suggestivi è, inoltre, una scelta strategica assai infelice perché andrebbe a equiparare il nostro ateneo ai piccoli atenei e a quelli privati.

Qualche benpensante ha contrabbandato la posizione di merito espressa dalla destra universitaria con altro, tentando goffamente di impartirci goffe lezioni di democrazia all’interno di dichiarazioni disinvolte, strampalate e sconnesse nella forma e nella sostanza. Ricordiamo a questi “campioni della democrazia”che ad Aldo Moro è intitolata l’aula magna della facoltà di giurisprudenza (che nessuno si è mai sognato di mettere a ferro e a fuoco) e che ogni anno l’università dedica al politico di Maglie tanti momenti di studio e riflessione..

Il ricordo di Moro non è mai sopito ed è scolpito dentro la cifra di uno studioso che deve essere  attualizzato per il suo contributo di scienza e di estremo impegno civile.  Ma per l’intitolazione, per carità di patria, facciamoci bastare il nome della nostra amata città.

 

Walter CARULLI

CdF di Giurisprudenza  per AZIONE UNIVERSITARIA

AZIONE UNIVERSITARIA DALLA PARTE DEI LETTORI

Aprile 1, 2008

Volantinaggi e grida silenziose hanno caratterizzato la protesta dei lettori di madrelingua straniera che, con il loro lavoro, permettono a noi sciagurati studenti di avvicinarci ad una lingua di un altro paese, portatrice di cultura e sentimenti lontani.

La protesta dei CEL – Collaboratori e Esperti Linguistici – ha inondato tutte le facoltà della nostra Università, ma sono stati i lettori delle facoltà di Lettere e Lingue ad animare uno sciopero bianco che aspirava ad un riconoscimento – didattico ed economico – del loro lavoro.

Azione Universitaria ha affiancato i lettori nella loro protesta in quanto fortemente convinta della necessità d’avere un sostegno umano durante l’apprendimento di una lingua straniera, e consapevole che l’impegno dei lettori difficilmente potrà essere sostituito da un prof. d’avanguardia, troppo preso a gestire risorse e uomini per poter pensare al bene degli studenti.

I CEL hanno lottato come romantici Don Chisciotte la loro battaglia contro un’istituzione – l’Università – che ha continuato a far ruotare, sorda, le pale dei suoi mulini a vento.

Le battaglie, pur combattute con sentimento romantico, si possono perdere, ma le guerre, le guerre no! Forti delle loro ragioni i lettori si sono armati di Codice Civile e hanno intrapreso la loro scalata alla Giustizia italiana: i canonici tempi biblici si sono fatti rispettare, ma nel gennaio 2008 una freschissima sentenza della Cassazione ha obbligato l’Università degli Studi di Bari a riconoscere – economicamente – ai lettori la loro attività di docenza.

La mancata, tempestiva, ricezione della sentenza della Cassazione da parte dell’Università ha indotto i lettori ad intraprendere questo sciopero bianco che, affiancato anche dai rappresentanti studenteschi, ha costretto l’Università a confrontarsi per porre fine a questo problema.

Il 27 marzo, dopo un lungo ed animato incontro tra studenti, lettori madrelingua ed il Preside della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Professor Guaragnella, tenutosi proprio presso Lingue la situazione non porta novità significative, se non la conferma dello stallo in cui continuerà a trovarsi.

Le parti in causa hanno confermato le rispettive posizioni per tutta la durata dell’assemblea: il Preside, pur riconoscendo la difficile situazione umano-lavorativa in cui gli esperti madrelingua sono costretti e la legittimità delle richieste dei suddetti, li ha invitati a riprendere la normale attività di laboratorio e le lezioni frontali quale atto di buona volontà, a cui poter far seguire il vero inizio dei lavori necessari al riconoscimento delle condizioni rivendicate dai lettori stessi. Invito respinto al mittente dai CEL presenti al confronto, che hanno giustificato la prosecuzione dell’azione sindacale ricordando che “l’atto di buona volontà” era già stato chiesto loro nel 2002, con la stessa promessa spesa ieri: peccato che una volta riprese la lezioni frontali la protesta sia caduta nel dimenticatoio. Per sei anni.

Sempre dalla parte degli esperti madrelingua, si sono dimostrati gli studenti; sia individualmente, come nelle parole del nostro Senatore Accademico Giancarlo Laraspata, intervenuto su invito espresso del Preside Guaragnella, hanno manifestato viva solidarietà a chi, quotidianamente, si occupa di garantire un adeguato livello di preparazione a tutti coloro i quali hanno voglia di impegnarsi e che ora hanno bisogno dell’intervento di chi spesso hanno difeso, soprattutto dall’indifferenza di chi è pagato per svolgere insegnamenti che, di fatto, ignora totalmente.

Nonostante si veda come improbabile una risoluzione in tempi brevi, i lettori hanno assicurato che tutte le domande, proposte e lamentele emerse durante l’incontro di ieri, aventi loro come destinatari, troveranno una risposta chiara e definitiva entro la prima settimana di aprile; il buio in cui noi universitari stiamo brancolando è pesto,ma oggi una luce si intravede: è ancora presto per parlare di vittoria ma, per una volta, gli studenti hanno avuto la forza di esprimere il loro dissenso verso antiche logiche di potere: abbiamo lottato con i CEL per difendere il nostro diritto all’istruzione, certo, ma anche per segnare l’ennesima tappa della lotta dei piccoli romantici contro i grandi indifferenti.